Trasferirsi in un altro Paese quando si hanno dei figli

27/06/2024

Cambiare vita, lasciare il proprio Paese, i propri affetti, una lingua nuova, abitudini e tradizioni diverse. Come farlo quando si hanno dei bambini. Francesca Cerami ci racconta la sua esperienza da Bergamo a Lanzarote.

Trasferirsi in un altro Paese è un pensiero che sfiora tutti, o quasi, ma quando si ha famiglia la maggior parte dei genitori viene assalita da dubbi, perplessità e paure.
Ne abbiamo parlato con Francesca, mamma, moglie e insegnante di scuola primaria che, insieme a suo marito e al piccolo Riccardo, ha lasciato l’Italia per trasferirsi alle Canarie. Una scelta ponderata, fatta di pianificazione, studio, sopralluoghi e, alla base, una robusta motivazione.

Francesca da cosa è nato il desiderio di lasciare l’Italia?

Io e mio marito abbiamo sempre avuto un desiderio di cambiamento che ci facesse crescere. Cercavamo un posto che ci portasse ad una crescita sempre più ampia e, forse la motivazione più forte, il desiderio di dare a nostro figlio una vita più semplice in cui la ricchezza stesse nel tempo che trascorri con le persone. Vivere il proprio tempo permette di vivere la vita con occhi diversi, con occhi che si stupiscono per cose piccole ma che in realtà sono molto grandi. Volevamo dargli la possibilità di vivere quelli che per noi sono i valori veri.

Avete scelto di vivere a Lanzarote: perché?

La scelta di Lanzarote è nata dalla voglia di contatto con la natura, ritmi più lenti, mare e sole. Noi qui lavoriamo, nostro figlio va a scuola e ha, come tutti, impegni di studio e sportivi ma vissuti con ritmi più lenti, in relazione con le persone e sempre a contatto con la natura. Una natura che qui comanda, che ti fa sentire piccolo: ne senti la potenza e la grandezza e il risultato è l’umiltà dell’essere umano nei suoi confronti. La scelta di Lanzarote è stata, anche, perché è facile da raggiungere dall’Italia dove abbiamo le nostre famiglie, così da poterle vedere con frequenza. Ovviamente non ci siamo trasferiti sull’isola dall’oggi al domani, prima abbiamo fatto dei sopralluoghi e soprattutto, l’estate precedente il trasferimento, l’abbiamo trascorsa a Lanzarote prendendo una casa in affitto per fare una prima prova di vita isolana. Ci ha conquistati.

francesca cerami

Cosa va fatto prima di scegliere la nuova destinazione in cui vivere?

Innanzitutto prima di scegliere il luogo in cui ricominciare, la mente deve essere preparata al cambiamento e la nostra lo era da anni. Il cambio non è mai semplice e, se non si è convinti, se non si è preparati, tutto diventa più complesso. Fatto questo e individuato quello che potrebbe essere il “nostro nuovo posto”, è bene prendere del tempo da trascorrervi così da sperimentarne la vita, le abitudini, il clima, il cibo. Noi abbiamo fatto uno studio approfondito dell’isola valutandone le caratteristiche del territorio, la morfologia, il clima, lo stile, il cibo e, trascorrendo del tempo in loco, abbiamo anche capito in quale zona avremmo voluto vivere. Vanno poi valutate le scuole e bisogna prendere contatti per poter lavorare.

Il lavoro è un tema importante: voi avete lasciato il vostro in Italia e vi siete reinventati.

Partiamo dal presupposto che se scegli di cambiare vita non puoi pensare di cambiare Paese e pretendere di svolgere la stessa professione: anche per questo la mente va preparata. È necessario essere duttili, essere consapevoli che si deve scendere a compromessi per raggiungere l’obiettivo di una nuova vita e che il lavoro si può cambiare più e più volte, concetto molto poco italiano. Sia io che mio marito avevamo un lavoro stabile in Italia ma, coerentemente, arrivati a Lanzarote ci siamo reinventati. E siamo cambiati, in meglio. Proprio nell’ottica di un tempo maggiore e di qualità da vivere in famiglia, abbiamo rinunciato a un guadagno maggiore riempiendo, però, le nostre tasche di esperienze e di vita vissuta.

I bambini, i ragazzi e la scuola. Altro argomento spinoso molto a cuore ai genitori.

Noi ci siamo trasferiti quando Riccardo iniziava la scuola dell’infanzia e abbiamo scelto quella del paesino in cui viviamo. Ora frequenta una scuola internazionale con bambini e ragazzi provenienti da tutto il mondo che significa entrare in contatto con tradizioni, culture, abitudini e cibi diversi ogni giorno. Respirare un ambiente multiculturale permette di aprire la mente dei nostri figli.

Francesca, tuo figlio vive quindi in una realtà multiculturale.

Noi abbiamo scelto di vivere in una zona dell’isola non turistica, abitata da local e da famiglie come noi che si sono trasferite da altri Paesi. Abbiamo amici francesi, norvegesi, spagnoli, tedeschi, inglesi, americani, giapponesi ma anche canari e con loro trascorriamo molto tempo. Quando si mangia insieme è bellissimo vedere le diverse abitudini perché anche se ognuno di noi porta cibo locale questo è comunque influenzato dalla propria tradizione. Un arricchimento enorme per i ragazzi.

La lingua: trasferirsi in un Paese estero significa confrontarsi con un altro idioma. Può essere un problema per i bambini?

Noi ci siamo trasferiti che Riccardo era ancora piccolo e quindi facilitato ma i bambini sono flessibili, imparano velocemente quindi no, non è un problema. Noi adulti abbiamo studiato un pò la lingua prima di arrivare così da avere almeno le basi per comunicare e poter lavorare. Il resto è arrivato con il tempo. Riccardo spesso parla inglese con ragazzi provenienti da Inghilterra e America e ha imparato anche la lingua locale stando a contatto con i suoi coetanei canari. Passa da una lingua all’altra senza alcuna difficoltà.

Ansie, paure e aspettative: come le avete gestite?

Noi non ci siamo creati alcuna aspettativa, ci siamo preparati al cambio senza crearci aspettative che in qualche modo riducono il campo d’azione. Abbiamo fatto questo passo quando Riccardo era piccolo, forse con un figlio adolescente sarebbe un pò più complicato ma se la motivazione è forte tutto diventa possibile senza grossi traumi. Ansie e paure ti affliggono se hai troppe aspettative, se non sei fortemente motivato nella scelta o se uno dei due genitori è meno convinto dell’altro. Questo è un altro punto fondamentale: è impensabile fare una scelta di vita di questo tipo se non perfettamente condivisa e voluta da entrambi i genitori.

Lanzarote è il vostro “per sempre”?

Assolutamente no, per noi il “per sempre” non esiste. Oggi stiamo bene qui, è il nostro posto, quello che sentiamo più vicino al nostro essere ma lo è ora. In futuro chissà. Siamo venuti qui con l’idea di restare fin quando l’isola avrà da offrirci qualcosa e noi avremo da dare a lei, fin quando Riccardo non farà altre scelte, poi si vedrà. Godiamo del tempo in famiglia che è unico, viviamo questo periodo della nostra vita imparando da un’enciclopedia più grande, quella esperienziale, godiamo della sua energia positiva e della libertà che ci offre.

Quale augurio fai a tuo figlio Riccardo?

Gli auguro di essere un cittadino del mondo, di non perdere mai di vista le cose importanti e spero di avergli dato gli strumenti per potersi creare un bagaglio culturale ed esperienziale che siano la chiave di apertura per tutti i possibili futuri lavorativi che sceglierà. Gli auguro di rinnovarsi sempre, di accompagnare e assecondare il cambiamento interiore che avrà crescendo sapendo che con adattamento e flessibilità il suo posto nel mondo lo troverà sempre. 

di Tiziana Genise.

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